18/11/2014

EXPO 2015: la contrattazione in salute e sicurezza. Decreto palchi: la normativa e i commenti Cgil

(presentazione, n.10, ottobre 2014)
Sono due argomenti di stringente attualità, l’Expo 2015 di Milano e il cosiddetto “decreto palchi”, a segnare il n. 10 di “2087”, la rivista della Cgil in materia di salute e sicurezza del lavoro.
La prima sezione della rivista è dedicata all’Expo 2015 di Milano. I contributi vedono una panoramica della contrattazione in salute e sicurezza siglata dai sindacati dal 2007 fino a oggi, l’editoriale del segretario generale della Cgil Milano Graziano Gorla, un intervento della Rls di sito Elisabetta Piras e l’opinione di Lalla Bodini della Società nazionale operatori prevenzione (Snop).
La seconda parte della rivista è centrata sul cosiddetto “decreto palchi”, appena approvato, destinato a regolamentare la sicurezza negli eventi live, negli spettacoli e nelle manifestazioni temporanee. Dopo un’attenta ed esaustiva illustrazione dei contenuti del provvedimento, trovano spazio i commenti di Enrico Massaro della Slc Cgil, del responsabile Sicurezza della Fiom Cgil Maurizio Marcelli e un aggiornamento sulla normativa Inail in favore dei superstiti delle vittime sul lavoro in questo particolare settore.
La terza sezione, infine, ospita un articolo sul “rischio di rapina” per il personale degli istituti bancari e un resoconto della ventesima edizione del Congresso mondiale sulla sicurezza (che si è tenuto in agosto a Francoforte). Corredano il fascicolo le consuete pagine di notizie brevi e le rubriche Sicuramente (su una guida ai rischi psicosociali in ambito ferroviario e su un recente manuale di prevenzione edito dall’Ilo), Sportello Diritti (a cura dell’Inca Cgil) e In Principio (dedicata alle questioni giuridiche). 

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Di Marco Togna il 18/11/2014 alle 16:06 | Non ci sono commenti

17/11/2014

Expo 2015: un "recinto" per la sicurezza (di Graziano Gorla, segretario generale Cgil Milano)

(articolo, n.10, ottobre 2014)
Dal giorno della presentazione della candidatura di Milano quale sede dell’Expo 2015, la Camera del lavoro ha immaginato quali connotati potesse assumere l’iniziativa sindacale in un contesto che è apparso subito nuovo e unico per la nostra politica contrattuale e per l’intreccio tra le problematiche generali di carattere confederale e gli aspetti di carattere categoriale.
I nostri obiettivi riguardavano la salvaguardia dei lavoratori, i loro diritti e il rispetto della loro dignità, la loro sicurezza, la salute nel luogo di lavoro, il controllo della regolarità contrattuale e retributiva, il versamento dei contributi previdenziali e ogni altra prestazione prevista dalla contrattazione nazionale e locale. Inoltre, un’incisiva presa di posizione e contrasto a ogni presenza della criminalità organizzata e delle mafie, con un incessante lavoro di raccordo con le categorie, le istituzioni, il prefetto, le autorità pubbliche individuate per legge e il mondo dell’associazionismo.
La gestione dell’evento, per parte sindacale, si è rivelata assai complessa, intrecciando mercato del lavoro, sostenibilità territoriale, rapporti con la pubblica amministrazione e con le strutture private, impegno contro l’infiltrazione criminosa e la corruzione, attenzione alla salute e sicurezza dei lavoratori, comportando uno sforzo enorme da parte nostra per applicare i protocolli, che agiscono tutti su controllo e prevenzione, ma anche nel sanzionare le condotte che non rispettano leggi e contratti.
La trama generale è stata definita con l’accordo del 2007, e quella traccia l’abbiamo riempita con gli accordi, in particolare quello con Expo del luglio 2013 e quelli “ad adesione” del luglio 2014, che riguardano gli espositori e i loro padiglioni. Nel nostro operare, sicurezza e legalità sono state per noi un binomio inscindibile. A oggi sono decine gli accordi confederali e di categoria sottoscritti con Expo, imprese, consorzi o istituzioni. Un’esperienza così ampia, con la caratteristica di una durata limitata nel tempo, non trova riscontro nella nostra attività di contrattazione territoriale, anche per il nostro sindacato ultracentenario. Voglio qui anche sottolineare il profilo unitario degli accordi sottoscritti dalle categorie e da Cgil, Cisl, Uil.
La Cgil, insomma, ha operato per predisporre un “recinto” all’interno del quale inquadramenti contrattuali differenti, differenti tipologie di assunzione, differenti professionalità, possano esercitare e usufruire di uguali diritti e salvaguardie in tema di tutela dell’integrità della persona, regolarità retributiva e previdenziale, diritti sindacali.
Si è quindi disegnata, dentro l’attuale quadro normativo e istituzionale, la possibile configurazione di un “bacino” ove il lavoro prevedibilmente necessario per l’intero arco delle funzioni necessarie allo svolgimento dell’evento fosse preformato e garantito, se assunto, anche nei percorsi di possibile ricollocazione post Expo. Su questo si sta operando anche con il Comune di Milano e la futura area metropolitana.

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ARCHIVIATO IN n. 10 (ottobre 2014)

Di Marco Togna il 17/11/2014 alle 15:59 | Non ci sono commenti

14/11/2014

La sicurezza in un universo complesso (di Elisabetta Piras, Rls di sito Expo 2015)

(articolo, n. 10, ottobre 20014)
“Gli uomini sono, tra gli esseri viventi sul pianeta, gli unici a generare più complessità di quanta ne riescano a gestire. E qui ne abbiamo un esempio”. È stata questa la frase con cui il direttore delle Risorse umane, alla metà di aprile, mi ha accolto a Expo. Sono quindi cinque mesi che sono Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito, insieme ad altri due compagni scelti dalle altre organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo del luglio 2013, in attuazione dell’art. 49 del Testo Unico. Una norma che, proprio là dove si ha a che fare con la complessità, cerca di garantire la partecipazione dei lavoratori. L’art. 49, infatti, dice che se in un unico sito produttivo convivono più imprese, tra gli Rls presenti se ne sceglie uno con il compito di coordinamento (degli altri Rls) e di rappresentanza dei lavoratori che non hanno eletto questa figura in azienda.
[continua]

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Di Marco Togna il 14/11/2014 alle 15:54 | Non ci sono commenti

13/11/2014

I palchi vanno trattati come i cantieri edili (di Diego Alhaique, direttore scientifico 2087 Rls)

(articolo, n. 10, ottobre 2014)
Nel dicembre 2011 il lutto aveva colpito il concerto in preparazione di Jovanotti, a Trieste, e a marzo 2012 quello di Laura Pausini, a Reggio Calabria: due incidenti, entrambi per il crollo della struttura del palco in allestimento, tolsero la vita a due giovani operai e ne ferirono gravemente alcuni altri. Casi mortali erano avvenuti anche in precedenza e altri ne seguirono, ma da quel momento, per l’emozione suscitata e amplificata dalla notorietà degli artisti coinvolti, la sicurezza nel lavoro di preparazione degli spettacoli si è imposta all’attenzione dell’opinione pubblica, spingendo esperti, tecnici e istituzioni competenti a studiare una normativa specifica per la prevenzione dei rischi in queste attività.
 
Tra tutti questi soggetti, dopo l’incidente di Trieste, è così iniziato così un lavoro di analisi e di approfondimento, che ha portato alla consapevolezza che allestire un palco significa aprire un cantiere, che sorge e scompare in pochi giorni. La nozione di cantiere è per lo più legata all’edilizia, all’impiantistica, alle costruzioni stradali, aeronautiche e navali, mentre i cantieri per eventi temporanei, quali quelli per le rappresentazioni artistiche e per fiere e grandi manifestazioni, non sono stati finora considerati propriamente come tali. 
Ciò, anche se, riguardo alla sicurezza dei lavoratori, queste attività presentano i rischi tipici del settore cantieristico, ma in un ambiente molto differente dal consueto cantiere edile. Si pensi al palcoscenico, sempre più complesso e diversificato, fino a divenire un’opera di alta tecnologia, con sofisticate tecniche audiovisive e di illuminazione e macchine per l’automazione e il sollevamento, tanto da giustificare diversi saloni internazionali (come lo Showtech di Berlino)... (continua nel n. 10, ottobre 2014)

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Di Marco Togna il 13/11/2014 alle 15:49 | Non ci sono commenti

12/11/2014

Ma con le buone prassi siamo già oltre (di Enrico Galantini, direttore responsabile 2087 Rls)

(articolo, n. 10, ottobre 2014)
Il decreto palchi? Tanto buon lavoro fatto, tante buone elaborazioni: tutto sacrificato per l’Expo. Enrico Massaro, tecnico luci, segue la materia per il Sindacato dei lavoratori della comunicazione della Cgil. Lavora da tanti anni nel settore dello spettacolo, si è sempre occupato di allestimenti, strutture e luci. “Ero in tournee con Jovanotti, ero a Trieste quando è crollato quel palco, ero in giro da quasi un anno con lui” ci racconta in una lunga chiacchierata.
Da quel momento, da quella tragedia è nato il Tavolo Legalità e Sicurezza, sono cominciati i contatti con l’Slc Cgil, e si è cominciato a fare un lavoro sistematico sul settore delle cooperative e dello spettacolo in generale. 
[continua]

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ARCHIVIATO IN n. 10 (ottobre 2014)

Di Marco Togna il 12/11/2014 alle 15:44 | Non ci sono commenti

11/11/2014

Calano le rapine ma aumentano i feriti

(articolo, n, 10, ottobre 2014)
C’è un aspetto della sicurezza del lavoro che di solito non è considerato appieno, semplicemente perché rubricato sotto la voce criminalità. Ma è la sicurezza degli operatori di banca, che si trovano talvolta a fronteggiare rapine. Situazioni potenzialmente molto pericolose, che possono anche provocare ferimenti o decessi, e comunque effetti fortemente stressivi per il personale delle filiali. Da anni le rapine sono in calo, non calano invece le conseguenze di queste sugli impiegati. Per aiutare lavoratori e datori di lavoro in questi particolari frangenti, ma anche per garantire la sicurezza dei clienti presenti all’interno della banca, sono state recentemente aggiornate le “Linee d’indirizzo per prevenire o ridurre i danni fisici e psichici dei lavoratori bancari correlati alle rapine”, varate nel 2010 dalla Conferenza delle Regioni dopo un costruttivo confronto con le organizzazioni sindacali di categoria e con l’Associazione bancaria italiana (Abi). Le Linee contengono i principi basilari e le istruzioni operative per la prevenzione, ed è bene riassumerli almeno nei loro tratti principali, non prima di aver fornito un quadro aggiornato sulla situazione delle rapine in banca.
[continua]

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ARCHIVIATO IN n. 10 (ottobre 2014)

Di Marco Togna il 11/11/2014 alle 15:21 | Non ci sono commenti

13/10/2014

Progetto Insula, sicurezza, parlano i protagonisti


(presentazione, n. 9, settembre 2014)
Buoni ultimi in Europa, ma finalmente ci siamo arrivati anche noi. Parliamo di “Insula” – l’indagine nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro fatta dall’Inail – che costituisce il cuore dell’ultimo numero, quello di settembre, di 2087.  Un risultato, quello di Insula, che arriva dopo le 14 indagini sovranazionali a livello europeo e le 81 nazionali, ma che consiste nella più vasta survey mai realizzata in materia, con oltre 12mila interviste ai lavoratori e agli altri protagonisti della prevenzione aziendale. “Tante volte in queste pagine abbiamo richiamato l’esigenza di un simile studio – scrive Diego Alhaique, direttore scientifico della rivista nell’editoriale che apre il numero –. Non si può quindi che dare preliminarmente merito ai ricercatori del dipartimento di Medicina del lavoro dell’Inail di aver realizzato questo progetto”.
Oltre a entrare nel merito dei risultati dell’indagine, con due articoli approfonditi dello stesso Alhaique e di Marco Togna – che danno conto delle risposte alle domande dell’indagine da parte dei vari protagonisti dell’universo della sicurezza: lavoratori, datori di lavoro, Rls, medici competenti, Rspp e operatori dei servizi di prevenzione – nel numero c’è un’illustrazione della ricerca e della metodologia da parte di chi ha coordinato il team di lavoro, e le opinioni di sindacati (che lamentano un loro mancato coinvolgimento e l’ascolto di pochi Rls) e imprenditori.
[continua]

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ARCHIVIATO IN n. 9 (settembre 2014)

Di Marco Togna il 13/10/2014 alle 14:59 | Non ci sono commenti

11/10/2014

Parlano i protagonisti. (di Sergio Iavicoli, Matteo Ronchetti, Cristina Di Tecco Dipartimento di medicina del Lavoro, Inail Settore ricerca)

(articolo, n. 9, settembre 2014)
In occasione del convegno conclusivo, che si è svolto a Roma all’inizio di luglio di quest’anno, il settore ricerca dell’Inail ha presentato i risultati principali del progetto Insula che, con oltre 12.000 interviste effettuate con il coinvolgimento di tutte le figure della prevenzione aziendale, risulta essere la più grande indagine conoscitiva nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro. 
Il progetto, approvato e finanziato dal ministero della Salute nell’ambito del Programma per la ricerca sanitaria in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro del 2008, è stato concepito per sviluppare un sistema integrato di rilevazione dei dati che permetta di indagare la qualità delle condizioni lavorative e dei livelli di tutela della salute e sicurezza sul lavoro. 
[continua]

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ARCHIVIATO IN n. 9 (settembre 2014)

Di Marco Togna il 11/10/2014 alle 14:54 | Non ci sono commenti

10/10/2014

Un’indagine importante, ma senza il coinvolgimento delle parti sociali. (di Marco Bottazzi, Coordinatore medicina legale Inca Cgil)

(articolo, n. 9, settembre 2014)
Nello scorso mese di luglio sono stati presentati i primi risultati dell’indagine Insula, indagine che ha lo scopo di fornire dati utili per lo sviluppo di strumenti di prevenzione finalizzati al miglioramento della qualità della vita lavorativa.
L’indagine, condotta senza il coinvolgimento delle parti sociali, è articolata in un progetto capofila, focalizzato su lavoratori e datori di lavoro (ivi compresi gli Rspp) e in tre focus specifici dedicati alle altre figure della prevenzione: medici competenti, Rls e Servizi di prevenzione delle Asl. Sono stati intervistati 8.000 lavoratori, divisi equamente fra i sessi e con una marcata prevalenza di lavoratori con contratto a tempo indeterminato (84,3% del campione).
A fronte di una diffusa conoscenza sull’esistenza di una normativa specifica in tema di salute e sicurezza l’indagine rileva come poi gli adempimenti di legge (formazione, sorveglianza sanitaria ecc) risentano delle dimensioni aziendali soprattutto in termini di qualità. I primi dati dell’indagine condotta fra i medici competenti confermano la necessità di operare, sui diversi piani, per garantire l’autonomia professionale di questa figura cui il dlgs 81 attribuisce un importante ruolo in tema di prevenzione.
Con l’aumento delle dimensioni aziendali aumenta anche la consapevolezza e la conoscenza da parte dei lavoratori delle diverse figure della prevenzione: Rspp,  Rls e medico competente, pur se proprio questa ultima figura, che per la tipologia di intervento dovrebbe essere quella a maggiore contatto con i lavoratori, risulta poi essere quella identificata da poco più della metà degli intervistati. Si tratta di dati che in parte contrastano con altre indagini condotte nel nostro paese, anche dal patronato della Cgil e che meritano un ulteriore approfondimento quando verranno forniti i dati relativi al campione intervistato. 
[continua]

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ARCHIVIATO IN n. 9 (settembre 2014)

Di Marco Togna il 10/10/2014 alle 14:49 | Non ci sono commenti

08/10/2014

La necessità di un Progetto Salute (di Luigi D'Isabella, segretario generale Cgil Taranto)

(articolo, n. 9, settembre 2014)
L’iniziativa di oggi cade in mezzo ad altre importanti iniziative. C’è la Giornata della Memoria del 12 giugno, in ricordo della morte di due giovani operai all’interno dell’acciaieria; c’è la presentazione in Prefettura del progetto formativo sulla sicurezza per le aziende dell’area industriale dell’Ilva; c’è l’apertura del processo denominato “Ambiente svenduto”. Siamo, inoltre, ormai prossimi al varo del piano ambientale sull’Ilva, che contempla un impegno di spesa di circa quattro miliardi di euro, dove ci sarà – grazie alla nostra azione – un capitolo ad hoc su salute e sicurezza.

Ci sono quindi varie questioni su cui far valere il nostro impegno. Un impegno che viene da lontano, come dimostra tutta la questione dell’Ilva. Penso, ad esempio, all’azione della Fiom Cgil nel processo sulle morti per amianto: non solo si è costituita parte civile, ma è stata attiva, ha portato esperti e testimonianze utili all’accertamento delle responsabilità. È bene ricordare che il processo è stato istruito sulla base di una trentina di casi di lavoratori con patologie accertate, e più della metà di questi erano assistiti dal nostro patronato e dal nostro ufficio legale. È da decenni, quindi, che ci occupiamo di questi problemi, che sono un elemento forte della nostra azione.
 
Senza dubbio non siamo stati aiutati dagli enti pubblici di vigilanza e controllo. Vi era un’assoluta inadeguatezza strutturale, una strumentazione del tutto inadatta a monitorare una realtà così complessa come l’area industriale tarantina. Per fortuna la situazione è molto cambiata... (continua nel n. 9, settembre 2014)

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ARCHIVIATO IN n. 9 (settembre 2014)

Di Marco Togna il 08/10/2014 alle 14:45 | Non ci sono commenti

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